Promozione della Sardegna
Secondo la mia esperienza i problemi attuali della Sardegna sono due. Non parlo del’insularità o di qualunque altro fattore geografico; se non avessimo la nostra geografia e il nostro clima non ci sarebbero i nostri ottimi vini, gli ottimi pascoli, i mari meravigliosi, tra i migliori al mondo. Mi riferisco, invece, ai trasporti e alla promozione.
Un passo importante è la riduzione degli oneri per i trasporti verso tutti i continenti, per favorire il flusso delle merci in uscita (lo vivo di persona con la mia attività http://www.foodsandgoods.com) e per favorire il traffico delle persone. Servono dei porti organizzati, vie di comunicazione più efficienti, un sistema informativo coordinato con tutti gli enti e le strutture, pubblici e privati, in modo che chiunque si trovi in Sardegna o chiunque debba venire per vacanza o lavoro abbia tutte le informazioni a disposizione. Dobbiamo tener presente che i popoli extra italiani hanno una profonda abitudine alla vita organizzata; tutto deve essere pianificato. Perciò fargli trovare una bellissima isola mal organizzata non ci fa una buona pubblicità.
La promozione dovrebbe avere una maggiore efficacia dal lato economico, cioè deve far si che entrino soldi in Sardegna dalla cessione di beni (tutti i prodotti locali) e servizi (turismo, accoglienza etc). Per fare questo serve una seria e profonda organizzazione economica e produttiva, che peschi prima di tutto dalla tradizione sarda: alimenti, tappeti, coltelli, oreficeria, e così via. Viene poi il turismo, altra importante fonte di reddito. Ora alla luce di quanto esposto ho avuto il dispiacere di sentire da molti stranieri che la Sardegna è molto poco conosciuta nel resto del pianeta. Ogni sardo che viaggia spesso o che vive fuori dall’isola sa questo. Come mai?
Per questo prima ho scritto che la promozione della Sardegna deve essere più efficace. Dobbiamo essere conosciuti all’estero. Dobbiamo far conoscere le nostre tradizioni. Dobbiamo aumentare notevolmente il flusso dei turisti. Dobbiamo vendere (io già lo facco http://www.foodsandgoods.com). Dobbiamo migliorare la nostra accoglienza. Insomma, dobbiamo far entrare soldi in Sardegna e non dai finanziamenti pubblici che tra un po’ non esisteranno più.
La Sardegna si sta impoverendo perché spende il denaro che ha per acquisire ciò che non può produrre, ma a fronte di questa uscita di ricchezza non c’è una eguale entrata.
Abbiamo molto lavoro da fare per mantenere la nostra natura incontaminata e per rendere la Sardegna una meta appetibile dal punto di vista produttivo e ricettivo.
Stefano Possis

